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BIBLIOTECA DI STUDI MERIDIONALI GIUSTINO FORTUNATO

     La "Biblioteca di Studi Meridionali Giustino Fortunato" nasce a Roma nel 1923 all’interno dell’ "Associazione Nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia" (ANIMI), con un patrimonio iniziale costituito dal lascito di circa 3.000 volumi di Giustino Fortunato, presidente della stessa Associazione dal 1918-1932, esperto ed autorevole esponente del meridionalismo italiano.

    La vita di Giustino Fortunato è stata incentrata nella soluzione delle problematiche presenti nel Mezzogiorno; come parlamentare intraprese lunghe battaglie, in particolare per la sua terra, la Basilicata, e quando nel 1917, nella sua natia Rionero, subì un aggressione da parte di un contadino ubriaco, che lo accusò, per ignoranza, di essere uno dei responsabili della guerra, si convinse che bisognava adoperarsi per una riforma culturale, morale dell’Italia meridionale prima che economica e strutturale e che bisognava, in linea con la sua idea "nazionale" del problema meridionale, coinvolgere l’opinione pubblica e le forze intellettuali e materiali non solo del Mezzogiorno ma, e soprattutto, del resto del paese.

    Queste sue idee trovarono voce all’interno dell’Associazione che era, come fu definita dallo stesso Fortunato, "l’unica forza finora organizzata in Italia per il risveglio delle province meridionali". L’Associazione Nazionale per gli interessi nel Mezzogiorno nacque nel 1910 sull’onda dell’emozione suscitata dagli eventi sismici del 1908 che avevano distrutto Messina e Reggio Calabria causando circa 90.000 morti e realizzò sia il solidale coinvolgimento di grandi personalità del mondo cattolico e della cultura dell’epoca che vanno da Umberto Zanotti- Bianco a Giovanni Malvezzi, da Pasquale Villari a Antonio Fogazzaro, da Tommaso Gallarati Scotti a Giustino Fortunato, sia di semplici e generosi cittadini del Nord, del Centro e del Sud d’Italia, uniti da nessuna finalità politica ma da un concetto di solidarietà ispirato a valori spirituali, liberali e democratici, valori, questi, a cui l’ANIMI è rimasta sempre fedele nella sua attività.

    L’Associazione si formò, quindi, senza pregiudizi politici o religiosi, con un forte sentimento filantropico da esercitare con libertà. Obbiettivo principale era scuotere la società meridionale attraverso la cultura, le scuole e nuove conoscenze. L’iniziativa dell’ANIMI assunse subito una dimensione nazionale, anzi si può dire che l’aiuto più forte venne soprattutto dal nord e dal centro. Gli scopi erano particolarmente ambiziosi. Ma bisognava fare i conti con le risorse. L’iniziale bilancio di 19.446 lire non permetteva una molteplicità di interventi, e fu così che si andò verso una specifica direzione, quella delle biblioteche scolastiche e popolari e delle conferenze, tenute in varie città da uomini eminenti. Gallarati Scotti, Santillana, Salvemini, Zanotti-Bianco elaborarono, infatti, due modelli di biblioteche che ebbero immediato successo.

    Gli anni della prima guerra mondiale rallentarono, ma non interruppero l’attività dell’ANIMI. Infatti quando il governo emanò, nel 1921, un decreto legge per l’istituzione dell’"Opera contro l’analfabetismo" all’Associazione vennero affidate ben 4 Regioni. Il risultato fu notevole, con l’istituzione di migliaia di corsi serali, diurni, estivi nelle Regioni di Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata. Tutta la sua attività di quel periodo è racchiusa in opuscoli, relazioni, pubblicazioni varie che rappresentano materiale, ancora oggi, importante per lo studio dell’educazione e della pedagogia in Italia.

    Di quegli anni sono anche le iniziative in campo sanitario con l’apertura di un centro diagnostico a Reggio Calabria, con esperti di febbri malariche che rappresentavano un grande nemico per le popolazioni. Infatti, all’indomani della prima guerra mondiale la situazione sanitaria nel sud era peggiorata, l’assistenza era pressoché inesistente.

    Si confermava, così, l’impegno dell’ANIMI ad occuparsi delle popolazioni del sud non solo con la costruzione di asili, di scuole, di biblioteche, ma anche con iniziative in campo economico o sanitario per assicurare loro una vita più dignitosa.

    L’attività dell’"Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno" ebbe una brusca interruzione nel periodo del regime che decretò "la questione meridionale è risolta" e per mantenerne e garantirne ancora l’esistenza ci si affidò ad un stratagemma, quello di affidare il patronato dell’Associazione alla principessa Maria Josè la quale accettò a condizione che appena mutate le condizioni politiche "ripiglieranno il loro nome antico che è ormai un nome storico"; l’associazione si trasformò quindi dal 1939 e il 1945 in "Opera Principessa di Piemonte"; l’antico nome, ANIMI, e la sua originaria attività ritornò dopo la seconda guerra mondiale.

    Si è voluto fare un tracciato a grandi linee dell’Associazione e dei suoi maggiori esponenti per comprendere l’importanza che può rappresentare la Biblioteca all’interno dell’Associazione stessa, luogo di raccolta naturale oltre che dell’attività dell’ANIMI anche, e soprattutto, della documentazione relativa alla politica, alla cultura, all’arte, alle condizioni geografiche ed economiche dell’Italia meridionale di quegli anni. Essa infatti, costituisce, oggi, una fonte indispensabile di ricerca per gli studiosi del Mezzogiorno con il suo patrimonio di antiche collezioni, di riviste, giornali, opuscoli e libri vari

    Come si è detto all’inizio la "Biblioteca di Studi Merionali Giustino Fortunato" (www.animi.it) nasce con il contributo iniziale di 3.000 volumi e opuscoli personali che, nella sua vita di parlamentare e attivista principale nella questione meridionalista, lo stesso Fortunato aveva raccolto e conservato nella sua casa a Rionero in Vulture. L’iter della nascita della Biblioteca centrale di Roma fu complesso. Infatti, subito nell’immediato dopo guerra, nel 1919, Zanotti-Bianco insisteva, scrivendo più volte a Fortunato, perché si sostituissero le settanta biblioteche popolari che erano state aperte in Calabria, con una grande biblioteca circolante, che servisse oltre la Calabria, anche la Puglia, la Basilicata e la Sicilia sottolineando inoltre la necessità di mettere a disposizioni di tutti le preziose raccolte personali di Fortunato. La donazione si concretizzò qualche anno dopo, nel 1923, ma non per la costituzione di una biblioteca itinerante, bensì per la "Biblioteca di studi Meridionali Giustino Fortunato"con sede a Roma.

    Nuovi acquisti di intere biblioteche, come per esempio nel 1924 quella di Raccuglia di Palermo, specializzata in problemi siciliani, lasciti e donazioni accrebbero questo iniziale fondo librario per arrivare ad oggi a circa 50.000 volumi che fanno della Biblioteca "Giustino Fortunato" di Roma la più ricca e specializzata in Italia sui problemi del Mezzogiorno. Tra i donatori vanno citati, oltre a personaggi di spicco quali il marchese Ferdinando Nunziante, Antonio De Viti De Marco, Giuseppe Gabrieli, Sofia Cammarota e naturalmente lo stesso Fortunato, anche diversi Ministeri ed Enti di Stato, come l’Opera nazionale combattenti e l’Ente per l’Acquedotto pugliese.

    Di questo importante patrimonio l’Associazione ha sempre cercato di favorire la conoscenza e la diffusione attraverso accurate schedature analitiche per argomenti, comprendenti anche spogli di ogni articolo di rivista o giornale riguardante il Mezzogiorno; a tale schedatura si affiancava uno schedario toponomastico che raccoglieva indicazioni bibliografiche, ritagli di giornale su tutti i comuni esistenti nel mezzogiorno e che veniva integrato anche con il ricco archivio fotografico posseduto dall’Associazione. Questo impegno analitico negli anni ha portato, nel 1976, la pubblicazione da parte dell’Associazione di un catalogo per soggetto, una sorta di guida di circa 83.000 voci che offre una ricca bibliografia dettagliata dei problemi del Mezzogiorno. A questo seguì, nel 1981, un nuovo catalogo per autori comprendente tutto il posseduto della Biblioteca. Volumi di aggiornamento sono stati pubblicati per autori nel 1985, 1988, 1992; per soggetto nel 1981, 1985, 1988, 1992. Nel 1998 è stato pubblicato l’ultimo volume relativo agli anni 1992-1996. A partire da questo anno la Biblioteca ha aderito al Servizio Bibliografico Nazionale (SBN) all’interno del polo degli Istituti Culturali di Roma (www.istituticulturalidiroma.it) e quindi tutte le nuove accessioni sono consultabili in rete, pur esistendo presso la Biblioteca i cataloghi a schede, sia per autori che per soggetti. Anche per quanto riguarda il settore dei periodici si è provveduto nel 1988 alla pubblicazione di un catalogo ed è cura della biblioteca, ancora oggi, effettuare gli spogli dai periodici correnti meridionali e da quelli, a carattere generale, che concernano la storia economica, politica e la storia d’arte dell’Italia del Mezzogiorno.

    La Biblioteca è aperta al pubblico dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 18.00.



Maria Elena Frisenda
Funzionario Biblioteca
Ufficio Coordinamento Legislativo Finanze
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